Spesa for dummies – #1 – Quando

Quando

Non si va a fare la spesa dalle 16 alle 19 di nessun giorno feriale. Scolpitevelo bene in testa. Non ha senso. Non importa se è il 14 agosto e non c’è nessuno in giro. Anzi, peggio.

In estate è pieno di anziani, si riparano dalla calura, lo sapete tutti.

In inverno invece è pieno di “tutti”, e lo sanno pure gli anziani, che infatti stanno a casa.

Il sabato invece dovrebbe essere off-limits ma, se proprio avete una emergenza ed i prezzi dei piccoli negozi del centro non sono alla vostra portata, allora per lo meno andateci entro le 14, anzi, uscitene entro tale orario. Dopo: è l’apocalisse, e non siete preparati, a livello di DNA per questo. Siete uomini, semplici e senza pazienza per affrontare tali situazioni.

Regola d’oro sul quando è: andateci giammangiati. Assolutamente non entrate digiuni. Guai. Ed anche in tal caso, evitate la zona pane. Davvero è esperienza la mia, girate lontani dalla zona pane…

Caso Mediaworld: evitatelo sotto le feste… vi parlo da peccatore, ed evitate l’isola telefonia… Se entrate dovete:

- sapere cosa volete

- sapere dove trovarlo

- studiare il percorso che vi tenga lontano da tale reparto

- evitare il reparto apple (comprerete fino a finire il vostro credito)

- scegliete la cassa vicina ai dvd… l’ultima, vanno tutti in fila nelle prime da mediaworld

Se invece dovete accodarvi nelle file delle ipercooperative (o delle esse lunghissime – per parcondicio) beh evitate assolutamente le casse rapide. Sono una truffa nei giorni di pienone e qualcuno sbaglia, e ci sono i vecchietti che pagano con i centesimi.

Volete un metodo sicuro per scegliere la cassa? Cercatevi file con carrelli pieni di birre e bibite, acqua che riempie l’intero carrello.

E poi seguite le donne, le mamme. Non per via della vostra passione in fatto di MILF, no. Le mamme hanno più fretta di voi, sanno cosa vogliono e sanno che devono passare a prendere i figli alle 17.15 al doposcuola per portarli al calcio alle 17.30. Sono soldati della spesa cazzo, fidatevi.

Caso vero

Lunedì 27 dicembre, ipercoop grand’Emilia di Modena.

Mediaworld e ipercoop per cavalletto treppiede e acqua per casa. Entrato alle 17.05 nel parcheggio, alle 18.08 stavo caricando l’auto. Preciso e perfetto, nonostante non abbia seguito i consigli di me stesso sull’orario. Fidatevi di un cretino.

Spesa for dummies – Intro

Introduzione

Dedico i prossimi pezzi scritti a:

- uomini single che vanno a fare la spesa e scazzano tutto

- uomini non single ma che si ritrovano a fare la spesa da soli

- mariti con la moglie in vacanza (sareste nella categoria sopra, ma magari per orgoglio non lo volete accettare)

- studenti maschi fuori sede

- donne imbranate nel fare la spesa (penso non ce ne siano, ma non si sa mai)

- ai curiosi che vogliono farsi due risate

Pochi minuti e cominciamo, avete il tempo per passare dal bagno e dalla cucina per acqua e spuntino.

A dopo

(non) Odio il Natale

Io semplicemente non lo festeggio. Ci sono così tante cose da fare ed a cui appassionarsi e così poco tempo a disposizione in una vita, che l’odio lo riservo a chi, e cosa, lo merita.

Si il 25 a pranzo vengono alcuni parenti, eh vabbè ma che cambia? Non mi importa se è il 25, è bello avere attorno le persone a cui vuoi bene ogni tanto, che siano amici o parenti. Infatti i parenti che mi stanno sulle balle mica li incontro, alle volte addirittura mai in un anno.

Auguro buone ferie, e mai buon Natale, ma nessuno se ne accorge, perché a nessuno frega realmente. Se poi vi interessa così tanto da accorgervene allora ditemelo e ve lo spiego, ma mica vi devo convincere, quindi ve lo spiego e basta.

È esattamente questo il punto: ultimamente il credente o il tradizionalista, ognuno con le proprie forme di routine, ha accettato l’esistenza di chi non la pensa uguale, ma non riesce a non catechizzare. Per carità è da quando aveva 8 anni che salta gli allenamenti per andare a catechismo, o che li fa spostare a tutta la squadra per il catechismo del mercoledì che “bada bene di non mancare o non ricevi i sacramenti”.

A me di fare l’albero importa una mazza

A me di fare il presepe ha smesso d’interessare quando è scemato l’interesse verso i plastici, molto prima che se ne innamorasse Bruno. Poco dopo essermi stancato del trenino elettrico.

A me fare regali piace, quando mi pare, a chi mi pare. Anche ai compleanni ho le turbe se vi conosco poco, mentre se vi conosco bene sicuramente da me riceverete, perché girando e pensando trovo sempre idee per far capire a qualcuno che non lo scrollo dai pensieri.

Bene ora che lo sapete, non mi rompete le palle e io non le romperò a voi. Se volete godervi la vostra festa fatelo, ma non circuitemi con frasi buoniste e occhioni da carta regalo, pensate a voi stessi e farete felice anche me.

Radio

Ma voi ascoltate la radio anche? Tipo.. che ne so, quando non va l’iPod o ve lo siete dimenticati a casa… o il lettore mp3 dell’auto vi sputa fuori il cd perchè fa troppo caldo… in giornate così..

E vi è mai capitato che partisse un pezzo, che ascoltavate magari 2 anni prima e non c’era stato verso di capire che canzone era e di chi era, in nessun modo: spulciando le classifiche web, ascoltando la radio sotto ipnosi per 3 giorni di fila, canticchiandola ad ogni amico.

Che ad un certo punto credi non sia mai successo, te lo racconti “non l’ho mai sentita, posso vivere senza”. Gli amici stanno già prendendo accordi con la casa di cura, quindi meglio smetterla e travestirsi da persone normali. Almeno fino a che non si dimenticano delle vostre bizzarrie.

Poi ieri nella radio che non si sa come faccia a stare in piedi… tadan! La rimettono, in scaletta, con tanto di annuncio, artista e titolo, album, commento sull’ultimo concerto. Sì, e poi?

Finisce che la canticchio anche sotto la doccia, io non canto mai sotto la doccia, faccio le più interessanti porcate, ma non canto praticamente mai. E non passa mia madre dal corridoio proprio in quel momento? Knock Knock!

“Che c’è?”

“Sei impazzito?”

“Da un pezzo!”

Nostalgia

Ho nostalgia del silenzio e della solitudine di questo blog

Blog: “bentornato”

Uh grazie

Blog:”non c’è di che”

Movin’On

http://babbicciu.tumblr.com

perchè si.

Autumn thoughts

Non è che sia stato molto difficile accorgersene oggi. L’estate 2010 è finita, oggi. È finita presto come effettivamente presto era iniziata. Oh sì certo, ci saranno altre giornate calde e torride, forse. Ma è umanamente terminata oggi, sei settembre.

Oggi il cielo non era ne carico di nuvoloni ne bell’azzurrino limpido. Oggi alle 08:23 era pieno di nuvole grigie che non hanno ne sapore ne odore. Non sanno di terra come quelle estive pronte a rovesciarti addosso ettolitri d’acqua. Non hanno colore, quel grigio è il riflesso d’altro, non è nemmeno proprio.

La strada è piena. Imballata. Anche gli ultimi lavoratori, i più ritardatari, quelli che venerdì erano ancora su qualche spiaggia a godersi il tramonto d’inizio settembre, quello bello arancione, son tornati. Sono già incazzati, e ti credo bene, è autunno.

Oggi fa anche due gocce, ne sono certo, perchè a inizio autunno fa così, non ha nemmeno la forza di piovere seriamente.

Oggi c’è chi conta i pezzi di cosa ti ha lasciato l’estate e di cosa ti ha portato via. C’è chi sospira con sollievo perchè ha lavorato fino ad ora e per lo meno le cose torneranno normali.

Oggi mi sono infilato i pantaloni lunghi e non succedeva dal matrimonio di Fabio (Maggio). Oggi ho avuto il timore che avrei sentito freschino con la “braga corta”.

Oggi io sento che è autunno e penso che dopotutto fosse poi ora.

Non basta…

Non bastano il mare, il cielo, non basta niente per buttarcisi dentro e sentirsi sufficientemente nulli come ora.

E poi…

… il dolore, la corsa e l’ipod.

Il fiume, la ghiaia e i passi.

Quindi la strada e ancora la ghiaia.

Il ponte, il sentiero e infine la collina.

La salita di passo.

Le lacrime miste al sudore.

Poi la piana e il vento.

Il rumore, la musica

violenta.

E quindi via anche la musica,

rimane solo il vento.

Ed ora i singhiozzi, finalmente,

perchè piangere senza non serve.

Perchè non ti vedi.

Perchè non ti umili.

Ma ora ti senti e arriva tutto

il dolore.

Bristolese /3

…cammina cammina arrivo al ponte sospeso piu’ fico del west. West inghilterra si intende. Il ponte e’ fantastico, non fosse che serve a suicidarsi, in quanto non arriva in alcun luogo ma solo dentro… ah no aspettate, c’era un albero in mezzo, il ponte ha tutta la propria utilita’, collega la citta’ alla collina dall’altra parte del canyon.

Il ponte e’ proprio bello, dalla parte cittadina si immerge nella roccia, e’ appoggiato sulla collina dei campionati mondiali di ruzzola e capriola. Risalgo la collinetta fino ad una torre, non certo di guardia, ma forse d’osservazione. Quindi via verso il centro di nuovo e verso la zona universitaria. ad ogni bivio prendo la stradina piu’ piccola che c’e’. sempre che non sia un vicolo cieco. Incontro alberi e parchi, che li ospitano, incontro auto e strade, che mi evitano per mia fortuna, persone e pub, ogni cosa qui ha il proprio contenitore.

Bristol continua ad essere la citta’ in cui sarei potuto crescere, ecco magari non vivere, ma crescere, mentalmente, intellettualmente… forse ancora piu’ di Utrecht, non pero’ al livello di Edinburgo, ancora no.

Insomma il giro si chiude con 6 chili di kebab radioattivo, una roba che ci si mangia in 2, maiali.

Mi fermo in piazza a due metri dall’inizio della baia, dal porticciolo centrale e mi scrivo due appunti. Un nordafricano in mountainbike sta provando ad uccidersi girando dentro la fontana, provo a riprenderlo sperando nello scoop, ma si salva e si allontana. Non ha fatto una gran figura. Un padre, dai tratti mediorientali investe suo figlio con un passeggino per punirlo dato che ha rotto le scatole al fratellino piccolo in mezzo alla fontana, strani modi, ma nulla in confronto al padre che legava il proprio figlio alla sedia al ristorante giapponese, ma questa e’ un’altra storia…

Mi rimetto in marcia, comincio ad essere stanco, ho mille pensieri, e sono quasi tutti splendidi, sembro malinconico ma ho dentro una soddisfazione strana… sto per tornare…