Bristolese /3
…cammina cammina arrivo al ponte sospeso piu’ fico del west. West inghilterra si intende. Il ponte e’ fantastico, non fosse che serve a suicidarsi, in quanto non arriva in alcun luogo ma solo dentro… ah no aspettate, c’era un albero in mezzo, il ponte ha tutta la propria utilita’, collega la citta’ alla collina dall’altra parte del canyon.
Il ponte e’ proprio bello, dalla parte cittadina si immerge nella roccia, e’ appoggiato sulla collina dei campionati mondiali di ruzzola e capriola. Risalgo la collinetta fino ad una torre, non certo di guardia, ma forse d’osservazione. Quindi via verso il centro di nuovo e verso la zona universitaria. ad ogni bivio prendo la stradina piu’ piccola che c’e’. sempre che non sia un vicolo cieco. Incontro alberi e parchi, che li ospitano, incontro auto e strade, che mi evitano per mia fortuna, persone e pub, ogni cosa qui ha il proprio contenitore.
Bristol continua ad essere la citta’ in cui sarei potuto crescere, ecco magari non vivere, ma crescere, mentalmente, intellettualmente… forse ancora piu’ di Utrecht, non pero’ al livello di Edinburgo, ancora no.
Insomma il giro si chiude con 6 chili di kebab radioattivo, una roba che ci si mangia in 2, maiali.
Mi fermo in piazza a due metri dall’inizio della baia, dal porticciolo centrale e mi scrivo due appunti. Un nordafricano in mountainbike sta provando ad uccidersi girando dentro la fontana, provo a riprenderlo sperando nello scoop, ma si salva e si allontana. Non ha fatto una gran figura. Un padre, dai tratti mediorientali investe suo figlio con un passeggino per punirlo dato che ha rotto le scatole al fratellino piccolo in mezzo alla fontana, strani modi, ma nulla in confronto al padre che legava il proprio figlio alla sedia al ristorante giapponese, ma questa e’ un’altra storia…
Mi rimetto in marcia, comincio ad essere stanco, ho mille pensieri, e sono quasi tutti splendidi, sembro malinconico ma ho dentro una soddisfazione strana… sto per tornare…
