Bristolese /1

dal Diz. Ranuzzi – Mondo

Bristolese: colui che vive a Bristol e si sente cittadino di tale città

(accenti a casaccio per via della tastiera)

Bristol e’ la citta’ in cui dovrei abitare, forse. E’ la citta’ in cui avrei dovuto abitare e studiare, forse. Ma ho scelto diversamente. Quando ero al bivio ho preferito il lavoro che gia’ attendeva da un po’ e di viaggiare per sfizio ad ogni occasione che si potesse presentare.

Mi metto a camminare, oggi, e vado avanti per ore. Il massaggio dei fisioterapisti ricevuto domenica sembrava la peggior tortura macchiavellica mai concepita, ma oggi ringrazio solo loro se ho ancora modo di camminare e muovere le mie cosce.

Mi metto in marcia con un ebete sorriso. Non conosco il motivo ma mi sento permeare da una strana ispirazione: ho voglia di osservare, di descrivere e di ridere. Ma tanto.

Mi butto sul lungo fiume e perdo un minuto ad osservare un bimbo che sguazza nella fontana di Millenium Square. E’ pazzesco, vorrei essere in possesso della stessa liberta’ in testa, liberta’ di comportarmi con la stessa naturalezza, magari lo faccio… a volte.

Il fiume e’ abbastamza vario: dapprima e’ moderno e si alternano edifici commerciali, con vetrine che espongono criceti umani che corrono felici nelle proprie ruotine, a palazzine di discreto gusto, probabilmente riempite di cotone e semi di girasole.

Il cuore si ferma e la mente cammina, e cammino io.

L’Ipod mi ricorda che viaggio per viaggiare, non per arrivare, e torno a guardarmi attorno.

Ci sono barchecasa e casebarche, quelle lunghe, tipiche dei canali. Non so se siano in grado di spostarsi, o se ne abbiano anche solo una minima voglia. Invidio per qualche istante questo spirito nomade che devono avere i loro proprietari, ma non invidio il loro stomaco. Una delle imbarcazioni a prua ha pronto un tavolino con tre sedie bianche, tipiche dei giardini. Sembra tutto preparato per il the’ delle 5, ma sono le 17 e 21 e non c’e’ nessuno, spero stiano tutti bene.

Mi allontano a sud e, quasi al termine di floating harbour, il paradiso della ringhiera, individuo alcuni strani canoisti. Vestono elmetti da NFL, si passano una palla gialla con la stessa tecnica della pallanuoto e pagaiano come somari. Questo e’ in assoluto lo sport piu’ assurdo che io abbia mai visto, anche l’aussie sport purtroppo si accomoda dietro, in silenzio. Resto per qualche minuto a studiarli ma rimando alla rete il compito di istruirmi in merito.

Poco piu’ avanti seguendo la guida “walk in Bristol” arrivo a camminare… sulla tangenziale… Prendo la suddetta guida e mi ci pulisco… il naso. Quindi e’ ora di ritornare al vecchio fabri, mani in tasca e cammina dove ti porta il cuore, a caso se necessario.

E cammina cammina… ve lo racconto poi…

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