Segno o son destro?
Esco di casa con una valigetta, è piccolissima, nera, dura, non si piega, ha un manico saldato sul lato lungo, ma è rigida. Sembra una valigetta tipo quelle dei LEGO. Faccio qualche passo e mi giro un attimo indietro, non c’è casa ma un bar, ho appena fatto colazione. Attorno a me ci sono dei ragazzi che stanno rientrando dalle discoteche e fanno colazione, un paio di truzzi e qualcun altro. Prendo l’auto e noto che sono le 3,40.
Cavolo è successo di nuovo, come quando una volta uscii a prendere l’autobus per scuola, erano i tempi delle superiori, ed in dormiveglia arrivai un’ora in anticipo alla fermata. Mi pareva strano che fosse tutto così silenzioso.
Cammino sul marciapiede fino all’angolo, c’è una salita, mi stanca fare la salita, e allora adesso è una discesa, perchè la salita l’ho già fatta in realtà. Mi vengono incontro delle persone che conosco, gli dico “eheh dovrete fare la salita” e loro mi rispondono “già beato te che sei già in cima”.
Ora sono in macchina con mia zia Nanda. Parla un sacco, anche qui. “Andiamo ad un hotel dove si spende pochissimo, e ci danno anche da mangiare, e spendiamo pochissimo”
“Ah sì? E dov’è?”
“Dai è sulla strada che porta a Vinuvi (??)”
Arrivati. Davanti all’hotel, che si affaccia sulla strada principale che taglia in due il paesello, quale non lo so, si allarga un marciapiede grandino, con qualche fioriera. Entriamo e chiediamo un tavolo per mangiare, anche se è tardi, e mia zia si siede nel tavolo dove stanno mangiando quelli dello staff.
“Zia non vedi che li sta mangiando il cuoco?”
“Ah scusa” non mi aveva mai chiesto scusa con quell’aria colpevole. Son soddisfazioni.
È sera, sto andando in camera quando alle mie spalle mi abbraccia una biondina riccia, capello lungo che arriva al petto. Mi sembra formosa poi però mi giro ed è magra, però carina.
Mi sbatte a letto, decide che è ora che mi tiri via pantaloni e mutande ed inzia una fellatio cosmica, per qualche minuti ho dei ricordi confusi.
Nella stanza c’è luce, poca, ma c’è, non capisco perchè non abbia suonato la sveglia, ma quando trovo il cellulare noto che è disattivata. Sono le 8.40, sono ancora a casa, e sono in ritardo per il lavoro. Però prima di tutto controllo un attimo più a sud. Apro i boxer: tutto asciutto.
Non ho consumato, tanto trambusto e non ho consumato.
Ora però ricordo: son destro.
